domenica 6 luglio 2008

PS: NENCINI ELETTO SEGRETARIO ALL'UNANIMITA'

MONTECATINI (PISTOIA), 5 LUG - Riccardo Nencini e' stato eletto segretario nazionale del Partito socialista all'unanimita'. La votazione si e' svolta, al termine della seconda giornata del primo congresso nazionale del PS, in modo palese. Riccardo Nencini e' nato 48 anni fa a Barberino Mugello (Fi). Ha compiuto studi storici alla facolta' di Scienze Politiche 'Cesare Alfieri' di Firenze.
E' stato ed e' Deputato nazionale nella XI Legislatura (1992-1994) e al Parlamento Europeo (1994/1999); Presidente del Consiglio Regionale della Toscana dal maggio 2000.

Collabora con la 'Fondazione Spadolini - Nuova Antologia' dipartimento formazione docenti di storia. Nel 2003, insignito dal Capo dello Stato della onorificenza di 'Cavaliere di Gran Croce' per la sua attivita' in tema di federalismo regionale.
Nel 1992 fu il primo parlamentare italiano a rinunciare al doppio stipendio. Grazie alla sua attivita' politico-istituzionale, Nencini ha sempre mantenuto legami importanti con il mondo accademico, con quello dello spettacolo e dello sport. E' il nipote di Gastone Nencini, vincitore del giro d'Italia del 1957 e del Tour de France del 1960.



sabato 5 luglio 2008

PS: VELTRONI, FISCHIATO DA UNA PARTE DEL CONGRESSO SOCIALISTA

Arriva Walter Veltroni e una parte della platea del congresso socialista lo fischia. Maria Rosaria Manieri, ex senatrice socialista, dalla Presidenza invita i "fischiatori" all'ordine, faccendo appello al tradizionale rispetto che i socialisti ahnno sempre riservato alle idee altrui. Ma queste parole unite a quelle pronunciate da Ugo Intini che stava intervenendo in quel momento non servono a placare del tutto gli animi. E così dopo aver cominciato il suo intervento riuscendo a catturare l'attenzione della Sala sui temi della crisi economica che attangliano la società italiana Veltroni è costretto a subire una nuova ondata di fischi in un passaggio del suo discorso in cui ha sottolineato 'la provenienza da una storia complicata e articolata ma che ha radici comuni'.
Il passaggio non piace ai delegati socialisti, che iniziano a fischiarlo; ma Veltroni senza interrompersi aggiunge: 'La nostra storia e' fatta di lotte sindacali e di esperienze rappresentate dal comandante Ricci, che riguardano la lotta partigiana'.
Infine, un omaggio direttamente alla storia socialista: 'La vostra tradizione ha per prima capito le ragioni che legano la giustizia alla domanda di liberta''. Citando il 1956 il segretario del Pd aggiunge: 'In quell'occasione hanno avuto ragione i socialisti'.

SOCIALISTI: SECONDO GIORNO DI CONGRESSO, ATTESO VELTRONI

Con il saluto del presidente dell'Anpi e' iniziata la seconda giornata di lavori del congresso del partito socialista. Ospite atteso il segretario del Pd Walter Veltroni.
In sala sono inoltre presenti una delegazione della Uil, una dell'Udc, l'ex vice presidente del Senato Gavino Angius ed il capogruppo europeo del Pse Martin Shultz.

PS: CONGRESSO; SU ALLEANZE E AUTONOMIA SI GIOCA FUTURO

Di seguito pubblico il pezzo dell'inviata dell'Ansa, Yasmin Inangiray

MONTECATINI TERME, 4 LUG - Dopo la sconfitta elettorale con l'addio agli scranni del Parlamento e insieme le dimissioni di Enrico Boselli, i socialisti si danno appuntamento al Congresso nazionale per tornare ufficialmente sulla scena politica nazionale.
Seduti in prima fila tutti gli esponenti che hanno fatto la storia del partito in questi mesi: c'e' appunto Enrico Boselli, il segretario uscente che oggi non interviene, ci sono Gavino Angius e Bobo Craxi.
I delegati del congresso devono decidere non solo la linea da tenere in futuro ma scegliere a chi affidare la guida del partito nel cammino difficile per superare la china. Prima di aprire i lavori, si rende omaggio all'ultimogenita Di Pietro Nenni, Luciana, appena scomparsa: a ricordare la figlia del grande statista socialista ci pensano le note dell'Internazionale suonate con il violino. Il pomeriggio prosegue poi con la presentazione delle mozioni, all'origine tre. Ma poi la mozione uno decide di appoggiare la candidatura di Riccardo Nencini, gia' supportato dalla terza mozione.
In primo piano c'e' dunque il futuro del partito e contemporaneamente la definizione delle alleanze. Uno degli appuntamenti piu' attesi e' l'intervento del segretario del Pd Walter Veltroni previsto per domani. L'ipotesi di riallacciare un dialogo con le forze riformiste piace a Nencini che pero' invita Veltroni 'a sciogliere l'apparentamento che altrimenti risulterebbe letale' con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. L'obiettivo di un nuovo campo riformista va di pari passo con 'la rivendicazione di un'autonomia e dell'identita'', due elementi che per Nencini sono 'irrinunciabili'.
Occhi puntati sul Partito Democratico e le sue strategie ma porte aperte anche all'Udc di Casini con cui, spiega il presidente del consiglio regionale della Toscana va aperto 'un dialogo che non si fermi alle riforme istituzionali'.
Sul futuro del partito Nencini, dato in pole position per la successione di Boselli alla segreteria, ha le idee molto chiare: 'Sara' un partito federale e leggero e avra' gruppi dirigenti profondamente rinnovati'.
Piu' critico invece l'approccio dell'altra candidata alla segreteria del partito, Pia Locatelli. Per l'eurodeputata del Pse 'i riformisti italiani sono plurali, devono essere riconosciuti e rispettati, io non vedo - dice pensando ai problemi del Paese - nel gruppo dirigente del Pd uno sforzo di comprensione'.
Un invito poi alla platea: 'Guardate, pur avendo ben chiari tutti i nostri limiti dico che non vedo come la nostra debolezza e il contenuto dei nostri valori potrebbe trovare spazio nel Pd.
Per unire - avverte Locatelli - occorre prima sapere di chi e con chi stiamo parlando, per federare - aggiunge ancora - occorre prima distinguere'.
Dunque un ultimo avvertimento: 'Una cosa sono gli accordi di governo e elettorali altra cosa - spiega ancora - sono i 'pateracchi' che mescolano identita', storie e scelte diverse'.

mercoledì 25 giugno 2008

Il Partito che non c'è

Ieri, al cinema Farnese, si è svolto il battesimo dell'Associazione Red (Riformisti e Democratici), un'occasione per affermare la presenza, in Parlamento e sul territorio, di una rete di personalità importanti e rappresentative della sinistra italiana e non solo, vista anche la presenza di personalità del mondo ex popolare, oggi in forze nel Partito Democratico. A fare da padrone di casa c'era lex Ministro degli Esteri, Massimo D'Alema insieme all'ex Ministro dell'Agricoltura Paolo Di Castro e l'ex Ministro della Salute, Livia Turco. Per me è stata l'occasione per rivedere amici e compagni di sempre e con cui non ho mai perso il contatto visto che questo è il paese in cui viviamo e che la parte politica in cui militiamo da anni resta quella della sinistra di governo. C'erano in quella sala affollata e accaldata molte delle personalità che di più hanno detto e fatto per la sinsitra che c'è, e che più di tutti ne hanno rappresentato le istanze in questi ultimi 15 anni. Certo non si può dire però che tutta la sinistra di governo fosse lì, né che vi fossero tutte le anime di quel rifomismo della sinistra che da anni non trova una casa comune in cui militare. E' stato però un sommovimento di una parte reale e strutturata del centro sinistra italiano, forse un po' stanca di andare "oltre" e determinata a dare battaglia sui contenuti, attraverso quella rete di competenze ed eccellenze costruita in questi anni dalla Fondazione ItalianiEuropei. In un paese come questo, e in un partito che al momento ancora esiste solo in parlamento, ma anche in molte altre amministrazioni locali, come il Partito Democratico non è certo cosa da poco. Il Partito socialista dovrà confrontarsi con queste e altre realtà della sinistra di governo se vorrà dare il suo apporto alla ricostruzione di questa parte politica. Bisogna ripartire dai problemi reali del Paese e dei suoi cittadini attraverso serrate analisi della società italiana e dei fenomeni che la coinvolgono e che ne condizionano l'avvenire. Soltanto così la sinistra potrà tornare in sintonia con larghe parti dell'Italia reale. Questo è il compito che attende tutti i riformisti di sinistra in Italia e da qui non si può fuggire. Il lavoro che ci attende dovrà servire a costruire quel partito che ancora non c'è, una forza in grado di rappresentare le migliori culture del riformismo italiano di sinistra, da quello di matrice comunista a quello socialista, insieme al pensiero liberaldemocratico ed ambientalista; un partito in grado di mettere in campo una nuova classe dirigente, possibilmente estranea alle dinamiche degli ultimi 15 anni e disposta a confrontarsi con tutti per restituire ai cittadini italiani una speranza per il loro futuro e per quello dei propri figli.

mercoledì 18 giugno 2008

Il solito centrodestra e il dialogo sulle riforme

Parlare.... o non parlare.... con Berlusconi, questo è il dilemma.....
A quanto pare oggi il centro destra ha approvato una norma nuovamente detta "salva premier", grazie alla quale Berlusconi riuscirebbe a neutralizzare le minacce del "processo Mills"; un procedimento che vede coinvolto l'attuale presidente del consiglio in una vicenda di corruzione in atti giudiziari assieme all'avvocato Mills appunto. Se il dialogo tra Pd e Pdl vacillava al momento della proposta di introduzione del reato di immigrazione clandestina da parte della Lega, rischia ora di saltare del tutto di fronte ad un nuovo "lodo Schifani" che, non solo salverebbe il premier in carica dal coinvolgimento in un processo per corruzione, ma che, secondo l'Anm, porterebbe alla vanificazione di 100.000 processi. Alcuni, come la presidente del gruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro, sottolineano che potrebbero saltare anche i processi per i fatti di Bolzaneto avvenuti durante il G8 di Genova nel 2001. Non sarebbe una buona notizia per l'immagine, già non florida, del nostro paese all'estero. Quei fatti, come altri precedentemente avvenuti in altre città d'Italia, restano un marchio di infamia per la Democrazia italiana.
Tuttavia il problema resta: come farà l'Italia ad uscire dalla crisi in cui versa se la classe dirigente politica non riesce a mettersi d'accordo? E quanto pesa ancora il peccato originale di Berlusconi, il conflitto d'interessi, insieme ad alcuni suoi trascorsi poco chiari? La risposta la potete immaginare e forse non resta che sperare nella nascita di un vasto movimento di popolo che porti ad una nuova Assemblea Costituente. Così non si può più andare avanti.

martedì 17 giugno 2008

E' tutto bloccato

Scusate per la latitanza, ma sono stato un po' impegnato negli ultimi tempi. Tuttavia, vorrei esprimervi in qualche riga il mio disappunto e la mia delusione per la "nuova" classe dirigente che, a vari livelli, è stata eletta agli incarichi istituzionali più importanti del Paese, ma anche agli scranni più alti della nostra città.
Dopo lo tsunami del 14 aprile scorso che ha cambiato il volto del Parlamento, almeno per come eravamo stati abituati a vederlo negli utlimi anni, avevo, in cuor mio, sperato che forse con una maggioranza parlamentare così vasta e coesa qualche cambiamento sarebbe stato possibile. Così come auspicavo che con la nuova maggioranza capitolina alcuni cambiamenti più o meno rilevanti potessero essere avviati nella nostra città. Invece, no. Berlusconi sembra essere attanagliato dall'iniziativa leghista che non gli consente, incredibile ma vero, di avviare quella stagione di dinamismo riformatore per cui forse il Cavaliere vorrebbe essere ricordato prima di tentare la scalata al Colle più alto di Roma. Sembrerebbe, infatti, che sulla delicata partita di Alitalia, in cui una parte di risanamento della compagnia era stato individuato nella riduzione dei traffici da Malpensa, la Lega stia imponendo un ripensamento in nome del solito "diritto del Nord". Non manca naturalmente su questo l'appoggio del sindaco di Milano, Letizia Moratti e del Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Su tutt'altro fronte, invece, ovvero sull'introduzione del reato di immigrazione clandestina, Berlusconi, dopo aver subìto i richiami dell'Ue che facevano presagire un ripensamento su quel provvedimento, ha dovuto cedere all'intransigenza leghista e mantenre la misura che comparirà nel decreto sicurezza in uno dei prossimi Consigli dei Ministri. Il diaologo sulle riforme tra maggioranza e opposizione dopo gli idilli della campagna elettorale sembra un lontano ricordo. Per non parlare di Pd e Pdl: il primo approdato definitivamente nelle sabbie mobile della discussione sulla collocazione internazionale e il secondo in preda ad una crisi di crescita, incapace di fondere i du ex partiti An e Fi.
Infine, Alemanno. Dopo aver fatto gioire tutti i romani, stanchi stanchi e stanchi di prendere multe con il provvedimento che ha sospeso per un giorno il pagamento dei parcheggi sulle strisce blu, il neo eletto sindaco missino scalatore del K2 ha cominciato a rimangiarsi alcune promesse elettorali. Come ad esempio quella di togliere i sanpietrini da via nazionale, misura che gli aveva fatto capitalizzare i voti di tutti i possessori di due ruote ancora incerti al momento del voto. Ma a parte questo il nuovo sindaco sembra titubare di fronte al da farsi e forse è un bene visto che la sua indecisione per ora ha prodotto un giusto e auspicato ripensamento sull'abbattimento dell'Ara Pacis. Comunque sia questa città continua ad apparire immobile e soprattutto in mano a una classe didirgente che non ha idee per il suo sviluppo economico, culturale e urbanistico. Insomma nulla si muove, come sempre né per il Paese né per Roma.